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Erogazione di prestiti, tassi d’interesse e indebitamento in crescita

4 mar 2026 | 2 min di lettura | Pubblicato da Eleonora D'angelo

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Il 2026 registra ancora un trend positivo per il mercato dei prestiti, le cui erogazioni nei confronti di famiglie e imprese sono in costante crescita. Aumenta il tasso medio d’interesse, ma questo non frena la domanda di credito di un’Italia che ha urgente bisogno di liquidità. 

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Sommario

Aumentano i prestiti alle famiglie (+1,9%), ma sale il tasso d’interesse medio

Dall’ultimo Rapporto mensile ABI di febbraio 2026 emergono tre aspetti rilevanti per il mercato del credito al consumo:

  • a gennaio 2026, l’ammontare dei prestiti a imprese e famiglie è cresciuto dell’1,9% su base annua, proseguendo per l’undicesimo mese consecutivo nella crescita;
  • a dicembre 2025 i prestiti alle famiglie erano cresciuti del 2,5% e quelli alle imprese del 2,0%. Per le famiglie è il tredicesimo mese consecutivo in cui si è registrato un incremento e per le imprese è il settimo mese consecutivo in cui sono cresciuti i finanziamenti;
  • sempre a gennaio 2026, il tasso medio sul totale dei prestiti (quindi sottoscritti negli anni) è stato il 3,97% (3,96% nel mese precedente).

Insomma, le erogazioni di prestito sono in aumento, anzi, in costante crescita da oltre un anno. Un segnale, questo, che riflette la propensione delle banche e società finanziarie a soddisfare le esigenze di liquidità degli italiani. 

Anche i tassi d’interesse però sono aumentati, anche se di un punto percentuale rispetto al mese precedente. I prestiti, quindi, costano un po’ di più ma questo non frena la domanda.

Italiani sempre più indebitati: il 51% usa i prestiti anche per spese di prima necessità

Gli ultimi dati Ipsos restituiscono un’immagine preoccupante sul fronte dell’indebitamento degli italiani. 

A quanto pare, il 41% dei connazionali vive con un finanziamento, e se questo appare normale in una società del credito, in cui le vetture si acquistano tramite prestiti auto e le case tramite mutuo, piuttosto allarmante è il fatto che più di un terzo non possa affrontare spese impreviste. Secondo la ricerca, una spesa straordinaria di 1.000 euro, improvvisa e non ricompresa nel budget, metterebbe in crisi milioni di persone.

L’inflazione ha eroso il potere d’acquisto e il ricorso ai piccoli prestiti personali è diventato la norma. Lo dimostrano il boom dei BNPL ma, soprattutto, la circostanza che il 51% degli italiani usa i prestiti anche per acquistare beni di prima necessità. E, in questo contesto, la difficoltà nel gestire le rate risulta abbastanza alta. Basti pensare che, per i rilievi Ipsos, il 13% ha già saltato almeno un pagamento e il 16% teme di non rispettare le scadenze.

  • I prestiti a famiglie e imprese continuano a crescere, ma i tassi medi risultano leggermente più alti.
  • Sempre più italiani ricorrono al credito, spesso anche per coprire spese di prima necessità.
  • Una parte significativa delle famiglie incontra difficoltà nel rispettare le scadenze dei prestiti.
In sintesi

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