Bollette gonfiate: con la conciliazione paritetica risolvi in poco tempo
13 ago 2021 | 4 min di lettura | Pubblicato da Giorgia N.
I reclami per le cosiddette "bollette gonfiate" sono in cima alla classifica delle segnalazioni che ogni anno arrivano all’Authority per l’energia.
Il dato non meraviglia: è capitato a molti di ritrovarsi tra mani una fattura più salata del solito senza un apparente motivo. Succede soprattutto quando le aziende fornitrici si affidano ai consumi presunti e calcolano le fatture sulla base di una stima.
E così da una parte si può ricevere un conto gonfiato, dall'altro, al contrario, si può pagare meno per mesi per poi vedersi recapitare un conguaglio da capogiro. Il periodo non aiuta, visto che nel terzo trimestre 2021 le bollette dell’elettricità subiranno già un rincaro medio del 9,9%, e quelle del gas del 15,3%. Ma cosa si può fare quando l’importo è sbagliato? E come ottenere il rimborso per la somma pagata in eccesso?
L'accordo tra aziende e associazioni
Una mano arriva dalla conciliazione paritetica, un meccanismo che dà la possibilità di risolvere le liti con il fornitore con l’assistenza gratuita delle associazioni dei consumatori. Questo tipo di risoluzione delle controversie esiste già da tempo in diversi settori, ma sono le singole aziende che stipulano accordi con una o più associazioni. Nel campo dell'energia c'è però una novità, e cioè che a luglio le 20 associazioni riconosciute dal ministero dello Sviluppo hanno stretto un protocollo per la conciliazione paritetica con Eni, Enel, Edison, A2A, Acea, E.on, Iren, che insieme rappresentano la gran parte del mercato di luce e gas. Il documento prevede procedure standardizzate e permette di raggiungere un accordo in tempi ragionevoli. Non c’è un giudice a decidere, ma sono azienda e associazione, (che rappresenta gli interessi del cliente), a discutere per trovare una soluzione che vada bene per tutti.
I vantaggi: attese tagliate e un documento "legale"
Il vantaggio non sta solo nei tempi brevi, ma anche nel fatto che l’accordo, se raggiunto, viene messo a verbale e diventa vincolante per la compagnia. Anche nell’eventualità in cui le due posizioni siano inconciliabili, l’esito del tentativo di risoluzione viene comunque trascritto in un verbale, e potrà essere portato davanti a un giudice in un’eventuale causa civile.
Come funziona la conciliazione paritetica
Come si attiva la consilizazione paritetica? In presenza di un problema o di un disguido, la prassi vuole che l’utente debba in prima battuta inviare un reclamo all’azienda. Se trascorsi 40 o 50 giorni – ma l’intervallo dipende dal settore e dai tempi che l’azienda ha stabilito nella carta dei servizi - non si ottiene risposta o una risposta insoddisfacente, si può presentare una domanda di conciliazione all’associazione dei consumatori che ha stretto il protocollo con quella società. A quel punto l’associazione verifica le condizioni di ammissibilità della richiesta e, se ci sono, prende in carico il caso. Parte quindi il tentativo di conciliazione tra i rappresentanti delle due parti, che dovranno trovare un’ipotesi di soluzione entro i tempi previsti. Nel caso delle bollette gonfiate, per esempio, un ipotetico accordo potrebbe consistere nella rateizzazione della somma da pagare o nel rimborso di quanto già pagato in eccesso. Secondo di dati diffusi da Adiconsum, in certi settori il compromesso viene trovato nel 96% dei casi.
Quanto costa e le alternative
Questa procedura di conciliazione è gratuita per il consumatore, ma l’associazione a cui ci si rivolge può chiedere all'utente l’iscrizione come associato (i costi variano da associazione ad associazione, in molti casi ai aggirano intorno alle poche decine di euro all'anno). In alternativa il cittadino si può rivolgere al servizio conciliazione dell’Arera, l’Autorità per l’energia, o a una Camera di commercio (qui tutte le info https://www.arera.it/it/consumatori/conciliazione.htm). Nel primo caso la risoluzione della controversia è totalmente gratuita. Va detto che il tentativo di conciliazione è obbligatorio prima di rivolgersi in tribunale.
Bollette gonfiate, come si procede
E nel caso della bolletta gonfiata? Prima di procedere con la conciliazione, nella lettera di reclamo si può chiedere la "rettifica di fatturazione", che consente all'utente di riavere le somme pagate in eccesso. Inoltre, per chi ha il pagamento diretto via conto corrente, molte associazioni consigliano di interrompere il RID in attesa che la società risponda e che la pratica di conciliazione venga chiusa.

Pugliese trapiantata in Emilia, giornalista professionista dal 2005, laurea in filologia romanza e master in giornalismo all’Università di Bologna.
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